Da -Evernight-
Un fiore color del sangue.
Il vento ululava fra gli alberi che mi circondavano,
frustava i rami scompigliandoli. Il cielo sopra di me
ribolliva di nuvole inquiete. Mi scostai dal viso le ciocche
di capelli mosse dal vento .desideravo soltanto guardare quel fiore...
Ogni petalo imperlato di pioggia era scarlatto, slanciato,
simile a una lama, come certe orchidee tropicali.
Eppure il fiore era anche rigoglioso e pieno,
avviticchiato al ramo come una rosa.
Era la cosa più esotica e seducente che avessi mai visto.
DOVEVA ESSERE MIO.
Mentre mi allungavo a cogliere il fiore, la siepe ebbe un fremito.
Il vento,pensai,ma mi sbagliavo. No , la siepe si espandeva
così velocemente da vederla crescere a occhio nudo.
Tralci e rovi spuntavano tra le foglie in un groviglio confuso.
Prima che potessi scappare, la siepe mi aveva quasi circondata,
murata fra rami, fogli e spine.
Evernight incombeva dentro di me con le pareti
Di pietra dei torrioni, unica barriera che i rovi non potessero
Abbattere, Avrei dovuto rifugiarmi dentro la scuola , ma non lo feci.
Evernight era più pericolosa dei rovi e oltretutto non volevo abbandonare il fiore.
Il tono brontolò. I battiti del cuore accelerarono.
per l’ultima volta distolsi lo sguardo da Evernight
E tornai ad osservare il fiore che tremava sul ramo.
Il vento ne soffiò via un petalo. Infilai le mani nei rovi ,
sentii i graffi sulla pelle ma non mi fermai, decisa,
Quando la punta del mio dito carezzò il fiore, quello
Si adombrò all’improvviso , appassì e si seccò mentre tutti
I petali annerivano.
Spine che mi graffiano la pelle , mi frustano , mi dicono di tornare indietro.
petali che avvizziscono e diventano neri come se bruciassero nel cuore di un incendio.